Cartello tra case tedesche: 20 anni di complotto portati alla luce




Volkswagen, Audi, Porsche, Mercedes-Benz e BMW: queste le case coinvolte nell’ultimo scandalo automobilistico proveniente dalla Germania portato alla luce dal settimanale Der Spiegel, che sostiene che i maggiori costruttori tedeschi si siano accordati a partire dagli anni ’90 in gran segreto su tutto ciò che concerne la produzione automobilistica come se fossero un’unica grande azienda, la German Auto Inc. l’ha soprannominata il giornale, a dispetto di ogni legge che vieta ciò in protezione delle regole basilari del libero mercato. Uno dei tanti temi discussi dal cartello nell’arco di questi 20 anni è quello riguardante le dimensioni del serbatoio dell’AdBlue (l’additivo utilizzato per ridurre le emissioni dei diesel), nel 2008 infatti fu deciso in “comunella” che il serbatoio non dovesse superare gli 8 litri, una capacità scarsa ma che avrebbe permesso alle case di risparmiare 80 euro per ogni veicolo prodotto. Con l’evolversi delle normative sulle emissioni, la decisione di stringere sulle dimensioni del serbatoio si rivelò una scelta controproducente ma il cartello decise di non aumentare la capacità, questo secondo il giornale fu uno dei motivi scatenanti dello scandalo Dieselgate.

Lo scandalo è venuto alla luce dopo l’auto-denuncia di Volkswagen e Daimler all’antitrust di Berlino; le due case rischiano una multa di 22 miliardi di euro e 15 miliardi di euro rispettivamente. Diversa invece la replica di BMW arrivata ieri da Monaco, nella nota stampa si legge che a differenza delle altre case BMW adotta soluzioni ingegneristiche a se stanti (e quindi al di fuori dell’ipotetico cartello) come il convertitore con logica di stoccaggio per ridurre le emissioni di ossidi di azoto, inoltre la casa fa leva sul minore consumo di AdBlue registrato rispetto i concorrenti tedeschi. In attesa di prossimi sviluppi, attendiamo di leggere la versione cartacea completa del giornale tedesco che ha riportato la notizia.




Angelo La Cognata

Co-fondatore della LACO Design assieme al fratello, ha uno spiccato senso dell'umorismo. Ha tre passioni: le auto, la scrittura e... le ragazze. Procede bene su tutti e tre i fronti, o almeno così ci fa sapere; valuteremo meglio circa l'ultimo aspetto.

Un commento

  • Il problema non è nuovo..credo fosse ormai evidente che i grandi produttori per tutelare i propri investimenti nei nuovi motori e linee di produzione cercassero di ritardare il più possibile il cambio della tecnologia. Se volete avere conferma è da anni che ne parlo sulla nostra pagina AdBlue FB
    https://www.facebook.com/piublue.it/
    Ma questo non è il solo. problema, esistono ad esempio dei fantastici emulatori che evitano l’iniezione dell’AdBlue nel sistema SCR rendendo i veicoli Euro 0!!! Chissà tra quanti mesi questa notizia diventerà seria….