“Club dei mille cavalli”, tra le big anche molti piccoli costruttori.




Mille cavalli. Su un auto.

Fino a qualche anno fa era una cifra da dragster, o da era delle formula 1 turbo. Addirittura per le supercar da 300 Km/h e oltre era una cifra assurda.

Tuttavia, quando Bugatti mise in commercio la Veyron, tale cifra diventò il suo biglietto da visita, 1001 cavalli per 400 Km/h, imposero nuovi limiti alle prestazioni delle “Hypercar” termine nato proprio per indicare tali mostri che si ponevano un gradino sopra le “normali” supercar.

Da allora, in pochi anni, molte case produttrici di auto esclusive si sono lanciate nella sfida, come Koenigsegg che con la CCXR e i suoi 1018 cv aveva nel mirino proprio lo scettro della Veyron, o come le americane SSC Ultimate Aero e Hennessey Venom, costruite da piccoli preparatori al solo scopo di battere i record di velocità con V8 elaborati oltre la soglia dei mille cavalli.

Ma le europee non stanno a guardare, e mentre le stesse Bugatti e Koenigsegg con i nuovi modelli hanno abbondantemente superato tali soglie, altri piccoli costruttori si sono lanciati nella sfida, come la Danese Zenvo con la sua ST1 o le Italianissime Mazzanti con la Evantra Millecavalli e la recentissima Calafiore Astrea che col suo V10 biturbo entra di diritto nel “club”.

Ma c’è posto anche per le elettriche, con Rimac e la sua One, hypercar totalmente elettrica e che eroga circa 1200 cv, o la Dendrobium di Vanda Electrics, costruttore Malese il cui prototipo promette 1500 cv circa.

Ci sarebbero da citare tanti altri esempi, tra vetture elaborate e prototipi con propulsioni alternative, ma spesso rimangono pezzi unici o non destinati alla produzione, oppure, come nel caso di McLaren P1 GTRFerrari FXX-K, versioni esclusive di hypercar già molto potenti ma che superano la soglia dei mille con versioni dedicate soltanto alla pista.

Insomma il club è sempre più numeroso, tra elettriche, auto a motore termico, grandi costruttori, piccoli artigiani e preparatori che si danno battaglia a suon di prestazioni, con nuovi concept ogni anno che vogliono fregiarsi di potenze a “4 cifre”.

 

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Antonio Bonacci

La passione per i motori arriva dopo quella per il disegno, ma la surclassa; negli studi opta per Architettura ma impara ad usare programmi per la modellazione 3D che lo portano, unendo le due passioni, a creare concept car; prima su carta e poi al computer. Oltre a gestire la pagina della BNC Design, sempre aperta a consigli sul suo stile, scrive per AIE. Sebbene abbia una ragazza fissa, e questo cozzi decisamente con la rigida linea dello Staff, siamo comunque contenti di avere con noi un così abile collaboratore.