Ferrari 812 Superfast, il nuovo volto di un’icona intramontabile.




Settant’anni fa, più precisamente l’11 maggio del ’47, i piloti Franco Cortese e Nino Farina scendevano in pista a Piacenza sugli unici due esemplari esistenti della primissima vettura costruita dalla casa di Maranello: la 125 S, che era equipaggiata con un motore 12 cilindri da 90 CV. Dopo sette decenni di evoluzione, il propulsore dodecacilindrico modenese è in grado di erogare una potenza di 800 cavalli a 8’500 giri al minuto grazie alle migliorie apportate al sistema di aspirazione ed all’efficienza di combustione, e debutta al Salone di Ginevra 2017 a bordo di una vettura altrettanto straordinaria.

Si chiama 812 Superfast, nome che rispolvera la gloria di alcune delle sue più celebri antenate, quali la Ferrari 500 Superfast e la 410 Superfast PininFarina, e il motore di cui sopra le consente di vantare prestazioni di tutto rispetto, come lo 0-100 km/h in soli 2,9 secondi e la velocità massima di 340 km/h.

Esattamente come fece la F12berlinetta, modello che la 812 è destinata a sostituire, quest’auto introduce delle importantissime novità a livello aerodinamico: il carico verticale è stato aumentato al fine di rendere la vettura più guidabile senza comprometterne la resistenza, e le soluzioni di aerodinamica mobile, sia attivata meccanicamente (aerodinamica mobile attiva) che dalla pressione stessa dell’aria (aerodinamica mobile passiva), restringono di molto la resistenza. 

A lato delle prese d’aria per il raffreddamento del motore e dei freni è stato posizionato nel paraurti anteriore un “turning vane”, la cui funzione è quella di deviare i flussi d’aria che impattano la vettura nel frontale lungo la fiancata. Sulla coda della vettura è stato posizionato uno spoiler che genera carico posteriore, mentre sul fondo è stata adottata la soluzione a “triplice coppia di sciabole” già vista sulla F12tdf, che contribuisce al 30% dell’aumento del carico rispetto al modello precedente.

Un’importantissima novità tecnologica è la presenza dell’Electric Power Steering, che integra le prestazioni di guida con gli altri sistemi e controlli presenti sulla vettura. È stato inoltre introdotto anche il Passo Corto Virtuale 2.0 (PCV) che unisce la meccanica dell’asse posteriore sterzante all’assistenza elettrica dello sterzo anteriore. Queste novità, nell’insieme, rendono la vettura senza precedenti in fatto di reattività e velocità di risposta.

Per quanto riguarda il design, il Centro Stile Ferrari ha infarcito il veicolo di citazioni dei modelli più gloriosi del passato, un esempio evidente è la connotazione da fastback della coda nella vista di profilo, che richiama la Daytona del ’69. La fiancata, molto scolpita e tridimensionale per ragioni aerodinamiche, accorcia otticamente il posteriore grazie al suo “disegno a mantello”, associato alle linee molto picchiate e i muscoli molto prominenti sulle ruote, dando così alla vettura un senso di potenza e di aggressività. Vengono inoltre ripresi nel disegno del posteriore i quattro fanali tondi, uno degli elementi distintivi del marchio che più venivano rimpianti dagli appassionati.

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Lorenzo Petraroli

Appassionato di automobili di tutti i tipi fin da bambino e aspirante designer, ha avuto l'immensa fortuna di nascere nella splendida Emilia, patria delle vetture più straordinarie del pianeta. Chissà se le sue origini gli saranno mai d'aiuto...

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