Ferrari Cavalcade 2017: 110 rosse alla scoperta del Salento [GALLERY]




Cosa c’è di meglio di poter possedere e guidare una Ferrari? Beh, probabilmente, poterla guidare per le splendide strade del Salento con altre 110 rosse. Ebbene sì, Ferrari per celebrare il suo settantesimo anniversario ha scelto proprio la Puglia, uno scrigno di tradizioni, cultura e scenari mozzafiato che hanno regalato ai fortunati proprietari provenienti da trenta paesi del mondo l’occasione di ammirare le bellezze della mia regione al volante dei loro bolidi. Molte le tappe della “Cavalcade”: da Bari a Matera, da Trani ad Alberobello fino al profondo Salento, dove ho, per l’appunto, seguito l’evento. Ma andiamo con ordine.

Sabato 24 giugno, 40 gradi ed un sole che arroventa le strade, ma ciò non basta a scoraggiarmi. Dopo una settantina di chilometri da casa sono ad Alessano, prima tappa salentina del tour, e aspetto trepidante l’arrivo delle vetture accompagnato dalle urla festose dei bambini che, esattamente come me, aspettano un segno. Dopo un po’ di attesa il segno arriva: rombi, sgasate, sirene, vedo comparire la silhouette di una La Ferrari, poi un’altra e un’altra ancora. Le auto iniziano ad arrivare e non finiscono mai, mi sfilano davanti alla fotocamera (in incessante lavoro) svariati milioni di euro tra F12 tdf, La Ferrari, 488, 599 GTO, GTC4 e tante altre. Stento a credere a quello che vedo, ma lo vedo e ciò mi riempie di gioia. Non mancano vetture che mi fanno emozionare, come la splendida Enzo o quella che, per me, è la migliore di tutte, la F40. Alla sua vista abbandono tutto e la inseguo per le vie del centro, fino ad arrivare al parcheggio a ridosso di Piazza Castello dove ritrovo tutte le altre in un bagno di folla.

 

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Non faccio in tempo a fotografare quelle già ferme che i primi arrivati già vanno via (i posti per parcheggiare non bastano e bisogna far posto ai nuovi arrivi), e mi ritrovo così a dover scegliere molto velocemente quali auto fotografare e quali no, trovandomi addirittura a dover snobbare una La Ferrari parcheggiata in fondo alla piazza e non accorgendomi minimante di altre auto altrettanto importanti intorno a me. Tuttavia, se voglio percorrere la litoranea insieme a loro, mi tocca partire prima. Si parte così alla volta del Capo di Santa Maria di Leuca e poi si imbocca la litoranea adriatica, lungo la quale ho la possibilità di essere sorpassato dalle auto e di poter ascoltare il dolce suono dei V8 e dei V12 che mi sfrecciano accanto. Nonostante sia uno scricciolo in confronto alle rosse, la Grande Punto guidata da mio padre si difende bene tra le curve e riesce addirittura a star dietro ad una California T per una diecina di minuti, permettendomi di fare qualche scatto dal finestrino.

 

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Arrivati ad Otranto, le nostre strade si dividono. Loro proseguono sulla litoranea, noi prendiamo la superstrada per Lecce che ci permette di arrivare appena in tempo a Porta Napoli, da dove le auto in arrivo entrano nel centro della città. Lo spettacolo di Alessano si ripete: decine e decine di Ferrari sfilano tra palazzi e chiese barocche in uno scenario unico e indescrivibile, fermandosi per un breve controllo timbri (è pur sempre una gara di regolarità) davanti alla chiesa di S. Croce e parcheggiandosi poi in Piazza S. Oronzo. Nel frattempo sono diventate le due del pomeriggio, il sole è cocente ed io sono stanco e affamato, ma il fascino di quello che mi ritrovo davanti agli occhi frena qualsiasi appetito, anche la sete. Ancora una volta vedo arrivare una dopo l’altra le vetture che non sfuggono agli scatti della mia fotocamera e agli occhi sbigottiti dei turisti che si ritrovano per caso circondati da supercars.

 

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Qui, con maggiore calma, ho modo di osservare e gustare le auto presenti: ci sono in tutto ben quattordici La Ferrari, di cui cinque Aperta, una ventina di F12 tdf, due Enzo e una F40, la quale fa nettamente sfigurare tutte le altre Ferrari al suo passaggio. Tante poi le vetture particolari, come una GTC4 Lusso Tailor Made in livrea verde e gialla che omaggia la 250 GTO “telaio 3767GT”, o varie altre auto personalizzate dai proprietari in modi più o meno discutibili con wrapping opachi o cerchi dorati. Tra le rarità anche una 599 SA Aperta proveniente da Taiwan, costruita in soli 80 esemplari. Non da meno, inoltre, alcune 599 GTO e 458 Speciale Aperta. Molti, come già detto, i colori e le personalizzazioni delle auto, tra le quali apprezzo maggiormente due La Ferrari, la numero 11 di color rosso metallizzato e la numero 2, color bianco perla, e una 488 Spider di un grigio metallizzato tendente al celeste, davvero unica e particolare. La sosta in piazza, che dovrebbe prolungarsi fino alle 16 se non più tardi, finisce prima del previsto per molti proprietari, i quali vanno via poco dopo essere arrivati per un motivo non ben specificato. Io continuo a girare in tondo e a fotografare il più possibile senza però perdere il piacere di osservare e studiare le auto dal vivo; la security non aiuta il mio lavoro poiché mi ribadisce fino allo sfinimento di fotografare le auto senza prendere le targhe (non ho ancora capito come, sinceramente) ed oltre a loro anche alcuni proprietari non sono molto contenti dei miei scatti ravvicinati a dettagli come loghi o cerchi. Ben presto la stanchezza e il caldo hanno il sopravvento e a malincuore ci tocca andar via, non prima di aver dato un ultimo sguardo alla mia amata F40. Sulla strada del ritorno penso a quanto ho vissuto nelle ultime sei ore, cercando di convincermi che sia successo davvero e pensando a quando mai potrò rivivere un’esperienza simile. Sono stanco, sudato e per giunta senza pranzo, ma consapevole di aver vissuto al meglio una giornata che difficilmente riuscirò a dimenticare.

Davide Invidia

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Davide Invidia

Nato con foglio e penna già in mano, ben presto scopre l'amore per le automobili, crescendo ha affinato sempre più la tecnica fino a giungere all'uso di programmi di grafica digitale. Da quando lavora con tavoletta Wacom, i suoi render iniziano a farsi un nome nella giungla del web. Pregevole talento, ora fa parte del team AIE che non se lo lascerà scappare facilmente... A ragazze non sappiamo come se la cavi, ma per ora ci sta bene così.

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