Come si legge l’etichetta degli pneumatici: tutti I nostril consigli
di Redazione
10/09/2026
Guarda le tre classi dell'etichetta prima di guardare il prezzo: sono lì per farti confrontare due pneumatici della stessa misura con lo stesso righello. Due lettere e una scala di barre pesano più del nome del produttore, e ti dicono in anticipo quanto carburante brucerai e quanto spazio avrai per fermarti quando piove. Poi c'è la domanda che ti sei fatto per primo, quanto dura, e quella risposta sull'etichetta non la trovi.
L'etichetta europea non è la scritta impressa sul fianco
Sullo pneumatico che stai per comprare convivono due cose diverse, e confonderle ti fa scegliere male. L'etichetta europea è un sistema di classificazione a tre parametri istituito da un regolamento europeo. La marcatura è un'altra cosa ancora: la serie di lettere, numeri e simboli che il costruttore imprime sul fianco dello pneumatico. Le due cose stanno su supporti diversi e rispondono a domande diverse.
Servono a scopi diversi. I parametri dimensionali che leggi nella marcatura vincolano il montaggio: dicono quale gomma puoi mettere su quella vettura e quale no, e lì margine di scelta non ne hai. Le tre classi dell'etichetta europea, invece, sono parametri prestazionali di confronto fra profili della stessa misura. Tienila come chiave di lettura per tutto il resto: la marcatura ti dice che cosa puoi montare, l'etichetta ti dice quale, fra i profili che puoi montare, conviene a te.
L'etichettatura europea è stata introdotta il 1° novembre 2012 ed è obbligatoria per tutti gli pneumatici prodotti a partire dal 1° luglio 2012 e venduti nell'Unione Europea. Vale per chiunque venda legalmente in Europa: quelle informazioni ti spettano, e nessun rivenditore può decidere di non dartele.
I tre parametri sono resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e rumorosità esterna di rotolamento. Il catalogo li rende con la stessa formula che ritrovi sulla scheda di ogni profilo: resistenza al rotolamento (da A a G), aderenza sul bagnato (da A a G), rumorosità esterna (in decibel). Due lettere e un numero: quando hai letto quelli, hai letto tutto quello che l'etichetta europea ha da dirti. Se una di quelle tre voci manca dalla scheda che stai guardando, chiedila prima di pagare.
Resistenza al rotolamento: dalla lettera al consumo di carburante
La resistenza al rotolamento è il primo dei tre parametri che incontri, e la trovi sulla pagina che raccoglie i migliori pneumatici della stessa misura, allineati sulla scala dell'etichetta. La pagina è di Norauto, che dopo l'ordine online permette il ritiro in centro.
La scala va da A, che corrisponde alla massima efficienza, fino a G, che corrisponde alla minima. Una classe A e una classe G stanno agli estremi opposti dello stesso righello. Le classi A e B identificano gli pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, e sono quelle su cui ti conviene puntare se macini chilometri tutto l'anno.
Leggi quella lettera come la classe energetica dello pneumatico: incide direttamente sul consumo di carburante e sulle emissioni di CO2 della tua vettura. Quanto incida in litri o in euro, l'etichetta non te lo dice, e nessuno può dirtelo al posto tuo: dipende da dove guidi, da come acceleri e da quanto pesa quello che porti a bordo. Il consumo, del resto, dipende anche da quello che c'è sotto il cofano: se ti interessa quel lato della faccenda, guarda che cosa cambia davvero dopo una rimappatura del motore.
Sulle vetture elettriche quella stessa lettera pesa di più: la bassa resistenza al rotolamento è indicata come requisito rilevante per i veicoli elettrici, perché incide sull'autonomia della batteria. Se guidi un'elettrica, quella lettera entra direttamente nel conto dei chilometri che fai con una carica.
Sul bagnato la classe di aderenza diventa spazio di frenata
L'aderenza sul bagnato viaggia sulla stessa scala da A a G, ed è qui che sbagli più facilmente. La scala è identica, cambia quello che misura: questa lettera indica la capacità dello pneumatico di frenare efficacemente su superfici bagnate. Una classificazione A o B corrisponde a spazi di frenata ridotti sul bagnato e contribuisce alla sicurezza stradale. Quella lettera, sul bagnato, diventa distanza.
Leggi le due lettere insieme, sempre. Sullo stesso profilo possono divergere, e divergono spesso: la gomma che ti fa spendere meno di carburante può allungare lo spazio che ti serve per fermarti quando l'asfalto è viscido. Quando confronti, decidi prima quale delle due cose conta di più per te, perché una lettera alta sul rotolamento non compensa una lettera bassa sull'aderenza. L'etichetta ti mette davanti la scelta, e la scelta resta tua.
Se guidi soprattutto d'estate e in pianura, la frenata sul bagnato ti riguarda comunque: la pioggia non chiede il permesso. Lo spazio che avrai per fermarti lo hai deciso il giorno dell'acquisto.
Il rumore esterno si legge in decibel, non in lettere
Il terzo parametro lo salti: cambia unità di misura. Il rumore esterno di rotolamento riportato sull'etichetta è misurato in decibel, e un decibel non lo confronti a colpo d'occhio come confronti una A con una C.
Per questo la rappresentazione è una scala di tre livelli, in cui una barra indica il minor rumore e tre barre il massimo livello consentito. Le onde sonore che lo pneumatico disperde verso l'esterno riguardano chi ti sta intorno più di quanto riguardino te che guidi, e la barra serve a rendertelo leggibile in un colpo solo. Se abiti su una strada dove il traffico passa sotto casa, quella barra la guardi con occhi diversi.
Tre parametri, però, non esauriscono la scheda di un profilo. Ne manca uno che l'etichetta non porta, ed è proprio quello che ti interessa di più.
Anche quando le tre classi coincidono, la durata resta fuori dall'etichetta
Prendi due pneumatici della stessa misura e mettili uno accanto all'altro. Il primo porta B sulla resistenza al rotolamento e C sull'aderenza, il secondo porta le stesse lettere invertite: il primo ti fa risparmiare al distributore, il secondo ti fa fermare prima quando piove. Le due etichette lasciano il confronto in pareggio.
Il criterio che scioglierebbe il pareggio non c'è. La durata e la resistenza all'usura non sono indicate nell'etichetta europea standard, ed è la prima informazione che cerchi quando compri una gomma nuova. Se vuoi una risposta secca alla domanda su quale sia la classe migliore, è la A sulle due scale a lettere; due profili che portano entrambi la A, però, possono percorrere strade di lunghezza diversa prima di arrivare a fine vita.
Il confronto finisce dove finisce l'etichetta. Le tre classi ti dicono come quel profilo consuma, frena e suona rispetto a un altro della stessa misura, e su quei tre piani sono precise; per quanto a lungo continuerà a farlo, l'etichetta europea tace.
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